Eccomi qua, appena tornato dalla Grande Mela dove ho corso la mia 9° maratona. Come è andata? Bene, non poteva andare altrimenti perchè questa gara, in qualsiasi modo e tempo in cui la si finisca, regala delle emozioni uniche. Oltre alle emozioni vissute per il grande calore trasferito dal pubblico, ho avuto anche una bella soddisfazione dalla prestazione atletica tagliando il traguardo in 2 h 52' 30''........
Ore 9.40 BOOOOOOOM, risuona nell'aria lo sparo del cannone e 40.000 persone prendono il via alla 40° NYC Marathon. Purtroppo parto da sotto il ponte ma comunque in ottima posizione, il freddo si fa sentire sopratutto per il vento che punge ogni centimetro del corpo che non rimane coperto dal misero abbigliamento, ho deciso di indossare canotta e pantaloncini, scelta che dopo i primi chilometri si rivela perfetta. Sull'avambraccio sx ho stampato un promemoria con tutti i passaggi miglio dopo miglio per terminare la gara in 3 h. Mi rendo conto fin dai primi passaggi che andrò sotto l'obbiettivo prefissatomi, in quanto i passaggi sono molto più veloci e, sia le gambe che le pulsazioni vanno alla grande. Il punto in cui i ranners che sono partiti da sopra il Verrazzano Bredge si uniscono a quelli che, come me, hanno preso il via da sotto, ho la prima sorpresa, mi affianco senza accorgermene, ad Orlando Pizzolato. Cerco di scambiarci due parole, ma capisco immediatamente che lui non ne ha assolutamente voglia, è concentratissimo sulla sua corsa, quindi mi ci piazzo dietro, cerco di captare la tecnica, come muove le braccia, come tiene rilassate le spalle ecc. ecc. ecc. Proprio mentre sono in scia ad Orlando mi sento battere sulla spalla, mi giro, e chi ti vedo? Il Frate (Frate Tak), incredibile......... Decidiamo di proseguire insieme e non mollare in nessun modo il gruppetto a cui ci eravamo attaccati. I primi 5 Km se ne vanno in 19' 24'' insieme allo stupore dei due incontri e la miriade di persone che ci incitano. Decido di bere acqua ogni 2 rifornimenti, la temperatura non è elevata di conseguenza anche la sudorazione, sarebbe inutili bere tanto, anzi incomberei nel rischio di dovermi fermare a fare un bisognino. Correre insieme ad un amico non mi era mai capitato, devo dire che è veramente bello, mi è sembrato di durare meno fatica. Guardando il mio Garmin mi rendo conto che stiamo correndo costantemente sotto i 4'/Km, comunico l'andatura al Frate, secondo lui stiamo esagerando un tantino ma ci manteniamo sempre nelle retro vie quindi ho la sensazione di avere un'andatura non molto dispendiosa. Ridendo e scherzando passiamo ai 10 Km in 39' e tutto procede regolare, io mi mangio una pasticchina di Enervit GT e ci bevo dietro un bicchierino di acqua. Le gambe stanno bene, le pulsazioni sono basse, nessun tipo di dolore ma soltanto adrenalina allo stato puro che mi attraversa il corpo quando sento suonare la musica di Roky dalla prima banda che incontriamo, CHE SPETTACOLO!!!!! I chilometri se ne vanno veloci, si comincia ad intravedere la skile line di Manatthan sulla nostra sinistra e i cartelli del Queensboro Bridge. Siamo al 13° miglio, momento cruciale, passiamo insieme al Frate alla mezza maratona in 1 h 23' 20'' un tantino forte, forse. Ormai ci siamo, stiamo passando dal punto più emozionante di tutta la corsa, dal caos più totale saliamo sul ponte dove vige il silenzio, si sente solamente i passi dei runners, si riesce solamente a vedere la strada che sale e Manatthan sulla nostra sinistra. Il Frate rallenta il passo, lo aspetto, arrivando sul culmine del ponte vengo travolto da un boato "ma la giù in fondo che c'è l'inferno????" NO!!!! Stiamo solamente entrando sulla First Avenue dove il percorso effettua una curva a gomito e c'è la massima concentrazione di spettatori. Ho la pelle d'oca, non per il freddo, ma ben si per l'emozione. Da qui in poi comincia la vera New York Marathon, infatti il profilo altimetrico si fa impegnativo e i Km messi alle spalle sono abbastanza. Qui ho perso il Frate, non mi è più riuscito vederlo. Inevitabilmente ho rallentato il passo, la stanchezza nelle gambe comincia a farsi sentire, sarebbe stato inutile spingere fin che ne avevo. All' inizio del First mi "pappo" un gel Enervit, volevo vedere se a livello di digestione lo assimilo ancora senza problemi, così è stato. Attraversiamo il Qeens, poi è l'ora del Bronx con le bande dei reppettari che sparano musica a tutto "foco", dopo di chè ci immettiamo sulla Fifth, ormai la gara sembra giunta al termine ed invece....... E' proprio qui che cominciano i dolori, infatti tutta la 5° è in salita e appena entriamo in Central Park è un continuo sali-scendi. Prima della penultima curva a dx, che mi avrebbe immesso sulla Park Evenue, vedo la Lisa che mi incita a gran voce, da qui in poi è un mix di emozioni indescrivibili, le migliaia di persone che ti fanno coraggio in tutte le lingue del mondo, il passaggio a Columbus Circle, l'ultima curva, l'ingresso nella zona di arrivo con le tribune e tutte le bandiere delle nazioni ai lati della strada, solo a ripensarci mi vengono i brividi. Passo sotto il traguaedo con il cronometro che indica 2 h 52' 30'', OTTIMO!!!! Mentre mi appresto a ritirare il sacco con dentro il cambio, sento le gambe che un pochino tremano, sia per l'emozione sia per la fatica, portare a termine i 42,195 mt è sempre una gran bella soddisfazione.
Grazie Roberto Saviano
3 ore fa



